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Crescia o piadina marchigiana sfogliata

La crescia marchigiana sfogliata è un’interessante ricetta che pur richiamando per l’uso gastronomico e per l’aspetto la più nota più piadina romagnola, se ne differenzia sia per il tipo d’impasto sia per una lavorazione tutta sua e particolare. In verità la piadina sfogliata non è del tutto sconosciuta in Romagna.  Spostandoci, infatti, verso il sud della regione e giungendo a Rimini ne troviamo una versione arrotolata e unta di strutto simile alla crescia sfogliata marchigiana per tipo di lavorazione, ma nettamente differente per gli ingredienti che ne compongono l’impasto. Come al solito quando si cerca la ricetta di un piatto regionale a meno che non ne si stata depositata una versione ufficiale alla camera di commercio, le versioni fioccano e sono tutte “vere”. Quella che vi pubblico qui non ha certamente questa pretesa, ma avendola ricavata da una vecchia enciclopedia della cucina italiana che s’è dimostrata in altre occasioni assai valida, spero sia abbastanza vicina alla crescia originale. Cominciando dall’impasto ci sono ingredienti comuni tra crescia e piada ovvero la farina debole, lo strutto, il sale e l’acqua cui si aggiungono differenziando le due preparazioni, l’uovo intero, il latte e il pepe nero. Sul latte però c’è da dire che in alcune ricette di piada romagnola l’ho visto menzionato come ingrediente utilizzato nell’impasto. Fatta chiarezza sugli ingredienti della crescia occorre descriverne la particolare lavorazione che le fa acquisire l’aggettivo “sfogliata”. Ottenuta la massa d’impasto, per ottenere delle cresce sui 20 cm di dimetro se ne staccano delle palline che pesino circa 100 g ciascuna. Si lasciano poi riposare sotto un telino per una mezzora in modo che rilassandosi, diventi più facile lavorarle. Tirati i cerchi d’impasto, si ungono in superfice con un velo di strutto, si avvolgono su se stessi ricavando dei rotoli cui alla fine daremo una forma di chiocciola. Dopo un altro riposo di trenta minuti si posa ogni pezzo sul piano di lavoro infarinato e con un mattarello corto si ricavano di nuovo dei cerchi da 20 cm e siamo pronti alla cottura. Scaldiamo la piastra a fuoco vivace e cuociamo velocemente ogni crescia senza farla seccare troppo. La crescia sfogliata pur possedendo una consistenza diversa si usa come la piada, va farcita e le scelte in merito sono molteplici. Personalmente mi piace gustare le piade o le crese con salumi vari e in particolare con il crudo e lo stracchino visto anche perché lo squacquerone qui in Sicilia non arriva.

 

 

Quando preparo la crescia sfogliata o le classiche o piadine spesso le accompagno con una lager fresca, ma in quest’occasione ho stappato una bottiglia di Lambrusco Otello Nero delle cantine Ceci.

 

Crescia o piadina marchigiana sfogliata

Di ropa55 Pubblicata: luglio 1, 2017

  • Resa: 8 cresce (4 Persone servite)
  • Preparazione: 1 ora 10 minuti
  • Cottura: 4-5 minuti
  • Pronta In: 1 ora 14 minuti

La crescia marchigiana è in sostanza una piadina sfogliata che va utilizzata con le classiche farciture della piada romgnola

Ingredienti

Istruzioni

  1. Mettete tutti gli ingredienti nella ciotola dell'impastatrice tranne l'acqua e iniziate ad impastare col gancio a velocità due. Quando il tutto inizia ad amalgamarsi aggiungete l'acqua e continuate per 5 minuti.
  2. Staccate 8 pezzi d'impasto sui 100 g, pirlateli ottenendo 8 panetti.
  3. Lasciateli rilassare per 30 minuti coperti con un canovaccio in modo che si tirino più facilmente.
  4. Tirate i panetti e velateli di strutto.
  5. Ricavate dei rotoli.
  6. Date la forma a chiocciola e ripetete la fase di riposo.
  7. Passata un mezzora posate ogni pezzo sul piano di lavoro e schiacciatelo un po' col palmo della mano.
  8. Tirate le crese.
  9. Cuocete in padella inaderente ben calda.
  10. Portate le cresce a tavola calde.
  11. Si presentano molto più alte delle classiche piadine.
  12. Anche se sfogliate possono essere piegate facilmente.
  13. Io ho farcito con crudo e stacchino, ma ogni tipo di salume può essere utilizzato.
  14. Gnam.